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IL CESELLO
L' arte del cesello
affonda le proprie radici nell'antichità; praticata già dagli Egizi,
Cretesi e poi dai Greci e dai Romani, è diventata nei secoli
un'insostituibile tecnica per la produzione dei lavori più pregevoli.
Nella storia Fiorentina fu nobilitata dai nomi e dalle opere del Cellini
(che ci ha lasciata un prezioso manuale dove ne illustra i segreti), del
Botticelli, di Donatello, del Ghilberti e del Verrocchio.
Il cesello è una lavorazione dell'artigiano, e la sua perizia nel
realizzare, da solo, i ferri di volta in volta necessari alla lavorazione,
detti appunto "ferri del cesello" . I metalli più spesso utilizzati sono
il rame , l'ottone e l'argento. Al contrario dell'incisione , con la quale
si asporta materiale dal pezzo da decorare, il cesello, con i suoi ferri,
realizza il movimento del metallo , con un gioco di rilievi e di
rientranze su piani diversi. La prima fase vede il tratteggio del disegno
desiderato, la cui impronta sarà sottoposta dal rovescio al cosiddetto
sbalzo , che con il variare dei volumi darà vita alla figura. Sbalzo
significa quindi un grosso spostamento di materia nello spazio; la lastra
così preparata viene poi fissata con un apposito mastice al banco di
lavoro (si versa la pece fusa sulla tavola di legno), per la lavorazione
di finitura sul davanti, il vero e proprio cesello.
In questo procedimento si racchiude tutta la potenzialità creativa di una
attività che si fonda sul progressivo sviluppo di forme d'espressione.
Il progetto include un fine educativo: esso offre l'opportunità
d'impadronirsi di un' ARTE che diventa mezzo d'espressione interiore per
dare forma alla bellezza e all'armonia che ognuno porta dentro.
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